IL PROGETTO


Quando, nell’autunno del 2005, Fabio Vieceli (Gianni Jan) ha lanciato l’idea di un incontro tra tutte le famiglie Vieceli, la proposta ci è sembrata come qualcosa di fattibile ma dai contorni ancora molto evanescenti. L’idea ha cominciato ad assumere un carattere più concreto quando, ai primi di aprile del 2006, sempre Fabio ha fatto presente che per la riunione si sarebbe potuto utilizzare il capannone che la sezione dei donatori di Sangue di Fonzaso avrebbe montato presso il campo sportivo di Arten in occasione del torneo interregionale di calcio dei donatori.

Da allora c’è stata tutta una serie di riunioni per risolvere i problemi legati alla realizzazione dell’incontro tra le famiglie Vieceli, dal modo di pubblicizzare l’incontro, alla scelta del menù per la cena conviviale ecc.. A tali riunioni hanno partecipato di volta in volta varie persone, di cui non vogliamo fare i nomi per non commettere l’errore di ometterne qualcuno, ma alla cui collaborazione dobbiamo se il 23 giugno è stato possibile trovarci assieme per un incontro che riteniamo, nel complesso, pienamente riuscito. Non possiamo comunque passare sotto silenzio il lavoro svolto da Giuliana Vieceli, che già dalla prima riunione ha egregiamente assunto le funzioni di segretaria, e di Davide Vieceli, che sulla base di quanto testimoniato da un altro Vieceli, Giuseppe, ha disegnato uno stemma di famiglia.

Già dalla prima riunione si è manifestata la curiosità di sapere quanti eravamo i Vieceli e quidi sulla necessità di raccogliere dati sulle famiglie Vieceli. Sulla evoluzione di questa idea è stato determinante l’apporto della prof.ssa Maria Vieceli, che ci ha fornito il risultato della sua ricerca sulla famiglia “Sandion” e ci ha quindi stimolato a fare una ricerca più approfondita per cercare di analizzare i rapporti di parentela tra le varie famiglie e possibilmente ad arrivare a stabilire un collegamento tra i Vieceli di Fonzaso e quelli di Meano di Santa Giustina, che sono i due paesi nei quali sono concentrate prevalentemente i Vieceli.

Purtroppo per quest’ultimo aspetto non è stato possibile finora raccogliere nessuna informazione.

Per quanto riguarda l’origine dei Vieceli è opinione diffusa che Giuseppe Vieceli avesse fatto delle ricerche in merito e fosse riuscito a risalire fino al 1200, con la provenienza dei Vieceli da un paese dell’est europeo. Purtroppo di questa ricerca si sono perse le tracce, per cui è da ritenersi come non avvenuto, almeno finchè non si riuscirà a reperirla.

Nel registro dei battesimi della parrocchia di Fonzaso relativa all’anno 1638 compare un Bartolomio Viecelli, prima in qualità di incaricato e poi come parroco. I Vieceli erano quindi presenti a Fonzaso già a quell’epoca.

Presso l’Archivio della Curia Vescovile di Feltre esiste una serie di libretti (“Libretto della Xma delli legnami di Fonzaso dell’anno …”), nei quali Bortolo Vieceli, in qualità di decimaro, ossia di incaricato della Curia Vescovile di Feltre del “contamento” dei legnami (che arrivavano a Fonzaso per fluitazione sul Cismon) per il pagamento delle “decime” al Vescovo di Feltre, tiene la contabilità nei “libretti delle decime” nel periodo dal 1669 al 1694 (9 libretti) e poi dal 1705 al 1716 (8 libretti). Nel 1719 la stessa contabilità è tenuta da Anastasio Vieceli (1 libretto).

In una piccola comunità come quella di Fonzaso i cognomi più diffusi, oltre a quello dei Vieceli, è quello dei Sebben e dei Corso. Considerato che i nomi utilizzati normalmente sono molto pochi (Luigi, Giovanni, Giuseppe e Antonio sono i più diffusi) si è presentata quasi come una necessità di poter distinguere le persone omonime mediante l’uso di soprannomi, che le identificavano come appartenenti a determinate famiglie. Personalmente mi ricordo di essermi trovato una volta con altri tre Vieceli Luigi, per cui era necessario l’uso dei relativi soprannomi per poterci distinguere (Menega, Panco, Piot e Ian). L’origine di questi soprannomi (che a volte possono anche essere ritenuti offensivi) non è sempre chiara.

E fu la curiosità di sapere da dove derivasse il soprannome “Sandion” che ha indotto la prof.ssa Maria Vieceli alla ricerca cui si è accennato sopra, dalla quale si è scoperto che a fine 700 un Vieceli aveva sposato una Sandi, per cui i discendenti sono stati chiamati “Sandiui”. Un altro caso è quello di Giovanni (Nani) Vieceli, figlio di una Domenica (in dialetto Menega) per cui veniva chiamato Nani de la Menega (Giovanni figlio di Domenica). Lasciamo ad altri la ricerca di come siano nati gli altri soprannomi, che a Fonzaso sono numerosissimi, a volte curiosi e molto fantasiosi.

La ricerca sule famiglie Vieceli è stata svolta consultando gli archivi parrocchiali gentilmente messi a disposizione dal parroco mons. don Alberto Vallotto. Per una intera settimana la prof.ssa Maria Vieceli ed il sottoscritto abbiamo dedicato tre o quattro ore al giorno per ricercare e trascrivere i dati delle famiglie Vieceli nel periodo compreso tra i primi anni dell’800 ed il 1940 circa. Questa ricerca ci è stata oltremodo facilitata dal lavoro svolto da mons. don Giovanni Cavalli (parroco di Fonzaso dal 1922 al 1949) il quale ha raccolto in due ponderosi volumi (di circa 30×50 cm) con oltre 1000 pagine, rigorosamente scritte a mano, tutti i dati relativi alle famiglie della parrocchia nel periodo sopraddetto, suddivise per contrade. Questi due volumi sono integrati da un terzo volume di indici, nel quale sono elencate in ordine di cognome tutte le famiglie riportate nei due volumi precedenti. E’ interessante notare che in questo indice le varie famiglie sono state raggruppate proprio in base ai soprannomi. Per i Vieceli si trovano così i Sola, i Bado ed i Sandion accanto ai Zaccheo da cui discendono i Mosè ed i Ian; ci sono poi altri soprannomi ormai desueti come Fum, Pipa, Peròt, Daniel, Panò e Panoet, Copà ecc..

Il tempo ristretto a disposizione non ha consentito di asaurire l’elenco di tutte le famiglie Vieceli, per cui rimane da fare ancora molto lavoro di ricerca; prima di tutto occorre completare il rilievo delle restanti famiglie comprese nell’elenco sopraddetto. Occorre poi estendere la ricerca ai Vieceli del 700, perché più si retrocede nel tempo e più si verifica la convergenza verso un ceppo iniziale ed un’origine comune.

Dopo la ricerca sulle famiglie c’è stato tutto il lavoro della loro riunione nei rapporti di discendenza. Ogni famiglia è come la tessera di un rompicapo e richiede tempo e pazienza per mettere in ordine gli elementi staccati per comporre quegli alberi genealogici allegati alle presenti notizie.

Ed ora una precisazione su come utilizzare le informazioni contenute nel presente elaborato.

Nella prima parte, che abbiamo chiamato “le famiglie”, sono riportati i nuclei famigliari nell’ordine in cui li abbiamo rilevati dai registri parrocchiali che abbiamo consultato.

Nella seconda parte, che abbiamo chiamato “alberi genealogici”, sono state rappresentate le genealogie ricostruite in base a quanto ricavato dalla elaborazione delle precedenti famiglie ed integrate, per i dati più recenti, con le informazioni fornite dai componenti i vari gruppi famigliari che hanno collaborato con noi.

Nella terza parte, che abbiamo chiamato “i gruppi famigliari”, sono riportati, sotto forma di scheda, i dati che riflettono sostanzialmente quanto riportato negli alberi genealogici.

Nella quarta ed ultima parte, che abbiamo chiamato “indice”, sono riportati i vari capifamiglia, ordinati in base all’anno di nascita. Ritenimo questa sezione estremamente utile, perché permette, in base al nome ed all’anno di nascita di un capofamiglia, prima di tutto di verificare se questo antenato è inserito nello schedario, e poi di trovare, nella penultima colonna dell’indice, la pagina della sezione “le famiglie” in cui il necleo famigliare relativo è specificato.

E’ con una punta di soddisfazione che presentiamo il risultato di tutto il nostro lavorio, perché riteniamo di aver fatto qualcosa che nessun altro prima di noi aveva fatto. Naturalmente questo lavoro può contenere degli errori di trascrizione e di interpretazione, anche perché non c’è stato il tempo di rivedere e correggere il lavoro fatto.

Per completare queste notizie è ben gradita ogni collaborazione che permetta di correggere qualche errore e di integrare il risultato della nostra ricerca con informazioni aggiuntive, specialmente per i dati più recenti delle varie famiglie.

 

Luigi Vieceli

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